21 aprile 2017

4 anni fa la festa col Poggibonsi nel ricordo del Siberiano

 

Un pomeriggio speciale, una domenica di festa in presenza di famiglie, bambini, donne, giovani tifosi, gruppi organizzati e di quegli ultras che, anche in D, avevano seguito la squadra del cuore con passione ed entusiasmo sposando a scatola chiusa il nuovo corso societario. La Salernitana, già matematicamente promossa in Prima Divisione, esattamente 4 anni fa ospitava il Poggibonsi in un Arechi gremito da oltre 10mila spettatori e che celebrò nel migliore dei modi il ritorno dei granata nel calcio che conta dopo due anni di inferno. Una cavalcata trionfale, resa possibile non solo dagli investimenti di Lotito e Mezzaroma e dalla bravura di Massimo Mariotto, ma anche dal sostegno incessante di 3-4mila innamorati a prescindere che costituirono il valore aggiunto in casa e in trasferta. Più che la promozione in sè, Salerno festeggiava la fine di un incubo chiamato dilettantismo, quando la prima realtà calcistica cittadina si ritrovò scippata della sua storia a battagliare su campetti polverosi sin lì sconosciuti al popolo granata. La curva Sud riuscì a dare spettacolo, cogliendo l'occasione per ricordare chi non c'era più attraverso una maxi coreografia raffigurante la città di Salerno, ma soprattutto i volti di Carmine Rinaldi, Enzo, Ciro, Peppe e Simone, cinque angeli granata scomparsi troppo presto e che resteranno per sempre nei cuori della gente.

"Grazie Salerno" il pensiero unanime di calciatori, presidenti e staff tecnico, mentre il Sindaco Vincenzo De Luca ammirava con commozione lo spettacolo offerto all'Arechi spiegando a Lotito quanto quel successo potesse essere soltanto l'inizio della rinascita granata. Neanche l'iniziale svantaggio e l'espulsione di Guazzo spensero l'entusiasmo della gente, in 10mila cantarono a squarciagola per 95 minuti spingendo in rete il pallone del pareggio: cross di Capua, stacco perentorio di Ginestra e 1-1 finale che consentì alla Salernitana di festeggiare anche il matematico primo posto per buona pace dell'ostico Pontedera. Un pomeriggio bellissimo, una domenica da incorniciare e che regalò emozioni fortissime e che sembravano sopite: dopo due fallimenti di fila, Salerno ritrovava la dignità sportiva persa per colpe altrui. Se oggi si sognano i play off, molto lo si deve anche al successo del 2012-13...

fonte: Ottopagine.it