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19 settembre 2018

Ultras Civitanovese

 Per molti anni abbiamo dovuto subire l'avvento di truffatori, mafiosi o pseudo-tifosi che semplicemente acquisendo la proprietà della nostra beneamata Civitanovese l'hanno sfruttata per i propri comodi per poi gettarla nel cesso.

Ancora oggi riviviamo la stessa situazione, ovvero quella di una società che decide di acquistare il sodalizio all'asta e, abbandonando il titolo sportivo in FIGC, si ritiene libera di farla sprofondare nelle più basse categorie dilettantistiche per non pagare i debiti sportivi derivanti dal fallimento "cerolini", mentre continua a mentire dichiarando che la caduta in prima categoria sia colpa della FIGC che non ha voluto iscriverla (quel signore che si fa chiamare presidente della Civitanovese forse non sa o fa finta di non sapere che la FIGC non decide nulla sulla collocazione delle squadre nei campionati bensì verifica domande di iscrizione e requisiti di partecipazione delle società richiedenti).

Questa stessa società targata profili che mantiene rapporti con quel "bresciani" che qualche anno fa ha metto in tasca i soldi delle famiglie, negando di fatto ai figli di Civitanova la possibilità di far parte di un settore giovanile dove tutto avrebbe potuto funzionare e nulla funzionava per il latrocinio di soldi operato da pezzenti che poi sono fuggiti di corsa da Civitanova operando la più grossa truffa ai danni di sponsor, cittadini, giocatori e tifoseria.

Questa società che denuncia i propri tifosi, cerca di farli diffidare e in un caso ci riesce, dichiarando a più riprese di "volergli fare la guerra", questa società che gestisce una squadra di giocatori con il sistema fatto ad arte da procuratori-avvoltoi e che ancora oggi, per auto affermare la propria identità, gioca con le maglie dell'era "patitucci".

Perciò studi e con le palle piene di tutto questo schifo e dopo un anno di attesa in cui abbiamo visto solo peggiorare la situazione, riconfermiamo che noi con questa società non ci saremo.

E fin quando questa gente continuerà a tenere in ostaggio la Civitanovese, NOI NON TORNEREMO ALLO STADIO!

Quello stesso stadio che, ormai lo sanno anche i muri, vogliono demolire solo ed unicamente per soddisfare i loro sporchi interessi: noi non saremo loro complici nella più grande speculazione edilizia che sia mai avvenuta a Civitanova.

Inoltre continueremo a contestare questa società in ogni occasione possibile, cercando anche di boicottare le attività di questa società e di chiunque vorrà legarsi a loro tramite sponsorizzazioni.

siamo ultras e sempre lo saremo, con quella stessa dignità e orgoglio che sempre ci ha contraddistinto, con lo sguardo oltre il semplice gioco del calcio: noi non cerchiamo solo una palla che rotola da seguire la domenica, a noi questo non basta!

Ci reputiamo dei nostalgici romantici convinti oggi più che mai che quel calcio di un tempo, fatto di persone e non di interessi personali possa tornare, così da portare finalmente entusiasmo e aggregazione in quel nostro stadio che, ad oggi NON VEDIAMO ALCUN MOTIVO PER CUI DEBBA ESSERE DEMOLITO!

CIVITANOVESI ULTRAS

27 agosto 2018

Genoa-Empoli, gli ultrà: 43 minuti di silenzio per le vittime del crollo del Ponte Morandi

Quarantatré minuti di silenzio, uno per ogni vittima del crollo del Ponte Morandi dello scorso 14 agosto: è questa l’iniziativa che i gruppi Ultrà del Genoa e l’Associazione Club Genoani hanno deciso di prendere in occasione del match tra Genoa e Empoli, il primo dei rossoblù dopo la tragedia.
«Sarà un silenzio assordante di 43 minuti, uno per ogni bambino, lavoratore, studente, papà o mamma che oggi non sono più con noi - si legge nel comunicato congiunto - La nostra cara Genova ha subito un trauma che il tempo non potrà cancellare. Noi non lo dimenticheremo mai, così come non dimenticheremo chi non c’è più e, nel ricordo di questa assurda tragedia, vogliamo stringerci tutti insieme. Per questo domenica scegliamo la strada del silenzio, nel rispetto di chi ha visto spezzate le proprie vite su quel ponte e della nostra città.
In occasione di Genoa-Empoli - prosegue il comunicato - per i primi 43 minuti le nostre bandiere non sventoleranno, i nostri striscioni capovolti coloreranno lo stadio diversamente e le nostre voci rimarranno silenziose. Vogliamo rivolgere un particolare ringraziamento a tutte le tifoserie d’Italia e non solo, che hanno espresso vicinanza alla nostra città. I loro gesti, i loro striscioni, sono stati molto più veri delle parole di circostanza di tanti tesserati che, poi, nelle loro dichiarazioni hanno dimostrato solo di pensare alle partite e al fare andare avanti la macchina del business, dimenticandosi che nella vita bisogna essere uomini e non burattini. Noi non siamo così, siamo profondamente diversi e di questo ne andiamo orgogliosi, così come orgogliosi siamo e sempre saremo della nostra amata Genova, che ancora una volta saprà risorgere. Saranno 43 minuti di Silenzio, 43 minuti di amore».

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