⚠️ Abbiamo deciso di abilitare i commenti su tutti i post del Blog, senza alcuna forma di censura. ⚠️

Cerca nel blog

Main Sponsor :

21 ottobre 2020

Comunicato Curva Coni ultras Formia

 

Ancora una volta siamo costretti ad alzare la voce.

Ancora una volta in questa Città è difficile investire o fare sport.

Ancora una volta c’è da subire l’arroganza di personaggi nei posti di potere.

Ancora una volta ci ritroviamo un’amministrazione comunale incapace di farsi valere.

Ancora una volta si sta perdendo l’occasione di lavorare in sinergia con un imprenditore che viene ad investire sulla città.

La nostra è una rabbia che viene da lontano e riguarda la situazione “stadio”, se così lo si può chiamare.

“Il miglior impianto della Regione Lazio” tanto caro al precedente sindaco, che con il consenso della sua parte politica ed il sonno complice di una finta opposizione, ha svenduto il nostro vecchio “Nicola Perrone” al Coni, costretto a sua volta, tra cambi di progetti ed interlocutori vari, a costruire quello schifo di impianto di Maranola.

Ad oggi, ancora non si riesce a definire il futuro di quell’impianto, che se pur inaugurato solo nel 2016, già – letteralmente – “fa acqua da tutte le parti”.

Gestione che se affidata ad un privato potrebbe comportare un netto miglioramento alla struttura e, di riflesso, un beneficio alla Città intera.

Eppure tra dirigenti e funzionari comunali che, da sempre, ostacolano (o forse speculano?), non si vede via d’uscita.

Vogliamo far presente all’Amministrazione Comunale che l’onestà e la trasparenza tanto decantate, non portano a niente senza la capacità e volontà e fermezza di fare le cose.

BISOGNA SBATTERE I PUGNI sul tavolo e pretendere IMPEGNO, CORRETTEZZA E LAVORO SERIO da chi di dovere.

Appunto il lavoro, certo che poi se pensiamo a come è stato preparato il bando per lo stadio, due anni, cosa si dovrebbe investire in due anni?

Non è più possibile che a prendere decisioni in materia siano amministratori e dirigenti con per nulla velati conflitti di interessi. Il loro veto su tutto è spudoratamente mirato a tarpare le ali a qualsiasi nuovo progetto per la città, al fine di tutelare da sempre gli interessi familiari.

A ciò aggiungiamo la presenza di altre realtà pallonare fatte di presidenti ed allenatori che pensano solo ed esclusivamente al proprio “orticello”, alla continua ricerca di contributi, sponsor e bambini su cui lucrare, che invece di collaborare a creare un’unica grande realtà cittadina, continuano ad alimentare dispute e scontri, animati dalla rinomata invidia cittadina.

Infine, facciamo notare che ad oggi la gestione del succitato campo, denominato “Washington Parisio” è ancora in mano a dei faccendieri e conclamati speculatori del “pallone” i quali, anziché curarlo a dovere, fanno il bello e cattivo tempo in città, utilizzando l’impianto solo ed esclusivamente per gli interessi di quella realtà amorfa denominata Atletico Lazio, che nulla più ha a che vedere con la nostra città.

Il tutto frutto di una situazione inconcepibile, creata dall’intera politica cittadina attuale, completamente incapace di avere una visione della città e del suo futuro, e che tradendo il voto dei cittadini non sta realizzando nulla di concreto per una città ormai alla deriva.

Con grande dolore la Tifoseria Formiana ha visto scomparire ancora una volta il titolo della S.S. Formia, incastrati ed ingabbiati dal sistema business calcistico di oggi, ed ha scelto di appoggiare il nuovo progetto del patron Anelli sostenendolo con forza.

Noi siamo abituati a schierarci, a prendere posizione e a metterci la faccia come sempre.

Esortiamo quindi i nostri politici ad imitarci almeno in questo: schierarsi e battersi per la città e non solo per le beghe personali o speculazioni clientelare!

Vogliamo lo stadio!

Curva Coni ultras Formia

15 ottobre 2020

Comunicato curva Nord Ancona

 

Curva Nord Ancona comunica che, viste e considerate le nuove normative di accesso allo stadio uscite nell'ultimo decreto, ha deciso di non entrare a queste condizioni.
Non entriamo nel merito se le normative siano giuste o sbagliate anche perché non è un argomento che ci compete, ma restano comunque regole che oltre a limitare, snaturano il nostro modo di essere ULTRAS...i nostri valori, lo stare insieme, il vivere fianco a fianco la domenica su quei gradoni, gioire per un goal, la possibilità di essere quel 12° uomo in campo che ci ha sempre contraddistinto per ora non sarà più possibile farlo.
Lasciamo comunque libera la scelta a chiunque (come giusto che sia) di entrare, ma in segno di rispetto vi chiediamo di non indossare nessun tipo di materiale con scritte o simboli di Curva Nord.
Questa è una scelta molto dolorosa per chi come noi vive quotidianamente sulla propria pelle le sorti della nostra amata Anconitana, ma nonostante ciò invitiamo la squadra a dare sempre tutto sul campo onorando la maglia, perché con il cuore e con la mente saremo sempre al loro fianco.

NOI VOGLIAMO VINCERE

Curva Nord Ancona

13 ottobre 2020

Striscione Curva A al San Paolo

 

"Mentre è a rischio il futuro di un'intera generazione... E' inopportuno parlare di calcio. Leggi e repressione, brutta nemica la frustrazione".
E' questo il testo dello striscione esposto in questi minuti all'esterno dello stadio San Paolo, a firma della Curva A, per protestare sul grande caos legato alla Serie A in relazione al Covid-19.

12 ottobre 2020

Ternana: Vivere ultras ai tempi del Covid

Una giornata all'insegna dell'aggregazione e del vivere ultras. Osservando precauzioni, distanziamento e protocolli anti Covid. Un periodo difficile quello che stanno vivendo tanti tifosi a causa della pandemia, soprattutto chi è abituato a vivere la curva sette giorni su sette. Presso i campi del centro sportivo Angel Soccer, lì dove si sono tenute le ultime edizioni del torneo 'Le Notti della Fera', gli ultras della Curva Nord hanno organizzato la presentazione del libro 'Contro il calcio moderno'. Presente il giornalista Pierluigi Spagnolo, già autore del libro 'I ribelli degli stadi: una storia del movimento ultras italiano' che ha animato il dibattito su un calcio che i ragazzi della Curva Nord definiscono in un comunicato "malato, sempre più in mano a lobby affaristiche e che sempre meno ci appartiene. Un calcio che viaggia sempre più velocemente verso una brutta direzione, sostituendo i tifosi con dei clienti ed eliminando gli ultras dalla scena calcistica, il tutto sfruttando l'attuale situazione sanitaria (sicuramente da non sottovalutare) ma che ha servito su un piatto d'argento, a chi voleva eliminarci, la possibilità di farlo nel più breve tempo possibile. E' questo quello di cui abbiamo più paura: non poter più tornare allo stadio con il nostro modo ed il nostro portamento. Non si tratta più di tessera o non tessera. Queste leggi speciali sempre più in vigore, usate come esperimento sociale sugli ultras, si stanno piano piano espandendo a tutta la comunità. Ci teniamo a ribadirlo, avevamo previsto anche questo. Prima agli ultrà, poi a tutta la città. Questo calcio non ci appartiene".

 

Comunicato della Curva Nord Pisa

In un precedente comunicato avevamo già manifestato il nostro pensiero riguardo ad una eventuale riapertura degli stadi. Sapevamo che sarebbe stata graduale, e ci siamo espressi a favore, così come per la ripresa generale delle partite, pur rimarcando da subito che fisicamente saremmo rientrati solo con lo stadio aperto al 100% e con la possibilità di vivere il tifo come prima.
Grazie all’industria calcio, infatti, non mangiano solo allenatori e calciatori, ma tutto un indotto formato da famiglie e persone, che vi gravitano intorno e che vivono di quello. Nel momento in cui fossero ripartite fabbriche e industrie, sarebbe stato logico far ripartire anche il calcio. Il tutto, ovviamente, continuando a salvaguardare la salute, in primis delle persone più deboli.
Avevamo anche anticipato che non avremmo mai ostacolato o criticato chi avesse deciso di entrare e andare a vedere le partite, cosa che confermiamo adesso. Questi 1000 biglietti, però, ci fanno riflettere non capiamo la logica per cui è stato messo in vendita lo stesso quantitativo di biglietti a Pisa (dove lo stadio contiene 15000 persone) e in altre città con impianti che potrebbero contenere molti più spettatori (senza citare per forza l’Olimpico di Roma o il Meazza di Milano).
Il periodo a cui risale il nostro primo comunicato era nel segno della riduzione dei casi, e del contenimento dell’epidemia. Nel periodo di fine campionato scorso la curva del contagio era sicuramente inferiore a quella di oggi. Adesso si propone di riaprire mentre c’è un’impennata di casi, andando controcorrente rispetto alla sensibilità pubblica e a decisioni prese in altri campi.
Aprire uno stadio per 1000 persone è quasi sicuramente anti-economico per società già in difficoltà non crediamo che l’incasso (depurato di omaggi a sponsor e autorità) possa coprire le spese da sostenere per riaprire e rifunzionalizzare un impianto chiuso da mesi, contando anche personale di servizio e steward.
Lo stadio vuoto fa schifo. E le partite senza tifo e pubblico sono meno appetibili. Anche per chi le guarda in televisione. Non hanno senso. Il 'sistema calcio' se ne è accorto adesso. E dopo aver ostacolato in ogni modo la presenza dei tifosi (tra caroprezzi, repressione, orari e giorni assurdi), e favorito gli abbonamenti tv, prova a tornare sui suoi passi, forzando la mano, e provando a dare un po' di colore alle tribune con questi palliativi che sanno tanto di farsa, compresi i 70 biglietti offerti ad alcune tifoserie per andare in trasferta.

11 ottobre 2020

Comunicato : Ultras Pro Patria 1919

 

E' da anni che la politica bustocca si riempie la bocca di proclami e amore verso la squadra della nostra citta', ma la vicenda del campo "Carlo Reguzzoni" parla per voi: VERGOGNOSI !

Noi al vostro scempio non ci stiamo, non ci possiamo sottrarre dal prendere le distanze da schieramenti politici che a parole si professano a favore della territorialita', ma che in sostanza si svendono per i propri interessi. La Pro Patria merita rispetto, quel rispetto che in tutta questa vicenda non c'e' stato!

Non siete sicuramente gli unici responsabili, ma sul busto 81 non vogliamo neanche sprecare fiato, ma voi che siete garanti della nostra città, che è Busto Arsizio (ve lo vogliamo ricordare a scanso di equivoci) avevate l'obbligo morale di vigilare sulla situazione e cercare di mettere ordine.

La possibilità l'avete avuta, potevate finalmente passare dalle parole ai fatti, se lo meritava in primis la Pro Patria con la signora Testa, che negli ultimi anni ha speso faccia ed energie per far tornare il club un modello da imitare, ma così non è stato.

Ora potete iniziare il vostro teatrino dello scarica barile, in quello siete bravi, noi rimaniamo coerenti alla nostra fede e continueremo a sostenere il simbolo di Busto in giro per lo stivale. Per quanto riguarda voi burocrati e politicanti rimanete pure nei vostri salotti istituzionali perché da oggi allo Speroni non siete i benvenuti !

ULTRAS PRO PATRIA 1919

Post più recente

Al Maradona uno striscione per Giulia Tramontano

Nel cuore della festa scudetto del Napoli, allo stadio Maradona, tra i numerosi striscioni esposti dai tifosi, uno si distingue per ricordar...