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22 novembre 2017
19 novembre 2017
14 novembre 2017
Pisa, comunicato della Curva Nord Maurizio Alberti
Nonostante i diktat delle istituzioni e un
prevedibile “scaricabarile” tra gli organi preposti, non possiamo non
denunciare con sempre maggior forza lo scandalo dell’Arena e della
questione biglietti per il derby con il Livorno. Parliamo di uno stadio
che nei tempi d’oro ha contenuto almeno trentamila persone, in alcune
gare, e che non dovrebbe avere problemi a contenerne, diciamo, la metà. A
voler stare bassi. Parliamo di una Curva Nord dichiarata “esaurita”
tutte le domeniche da quasi due anni e dove si sta larghissimi, con
spazi vuoti e i bambini che giocano a calcio, giù, vicino alla vetrata.
Parliamo di regolamenti da adeguare, numero di tornelli insufficiente,
altre “pecche” nella sicurezza, e poi apriamo una porticina socchiusa,
con tanto di serpentina in ferro pericolosissima, dove facciamo
accalcare ad ogni gara duemila persone con i bambini e le donne che
spariscono nella massa e dove grazie anche (e soprattutto)
all’attenzione dei gruppi organizzati non si verificano incidenti o
danni alle persone; parliamo come si diceva di “norme” e poi torniamo in
trasferta a Cuneo e ci troviamo magicamente trasportati in Eccellenza
con due steward (due) che strappano i biglietti a mano, biglietti
elettronici e nominativi, zero tornelli, zero filtraggio, tubi innocenti
e tribunette giocattolo. E siamo in Lega Pro. E non sono gli unici
casi. Anzi. Ma a Pisa invece deve essere tutto più che perfetto, e
dobbiamo sempre pagare salato: questure inflessibili, diffide per la
carta igienica, per le soste nei parcheggi, per il semplice “esistere”
in prossimità di settori ospiti, divieti di ogni tipo, e uno stadio non
tra i peggiori d’Italia, onestamente, considerato sempre più “a rischio”
fino alla mutilazione dei posti e alla impossibilità di qualsiasi
deroga come si trattasse di appoggiare un mattone su un castello di
carte. Non si può e non si deve. Queste le risposte a qualsiasi tipo di
istanza. Neanche alla richiesta di un quantitativo di biglietti in più
per una occasione straordinaria come il ritorno del derby con il
Livorno, dopo tanti anni, una partita che i più giovani hanno visto
sulle gambe dei genitori in tribuna o in gradinata e che adesso
vorrebbero vedere finalmente dalla Nord; una partita che richiamerà
attenzioni mediatiche, sicuramente, e in cui una prima soluzione per i
consueti timori di ordine pubblico sarebbe intanto consentire alle
persone di accedere all’impianto sportivo prima in numero congruo, e poi
in modo civile e non pericoloso. Siamo l’unica piazza d’Italia, in
questo calcio malato e sempre più povero di gente allo stadio, costretta
ad invitare i tifosi a stare a casa, invece che a partecipare e seguire
la squadra. Con più posti nei settori gradinata e tribuna che in quello
popolare. Viviamo questa situazione da anni e la gente di Pisa e
provincia non ha perso la passione, tra retrocessioni, fallimenti,
delusioni, e porticine di ferro. E continua a venire all’Arena, a
considerare il tifo per la squadra di calcio della città uno dei pochi
collanti ancora rimasti tra le generazioni, tra lavoratori e studenti,
tra ultras e tifosi semplici. E’ bellissimo andare allo stadio. Anche
sapendo che il Pisa gioca male o che pioverà o che l’avversaria è la
Giana Erminio. Ma il derby proibito sarebbe una delusione troppo grossa,
le dirette tv o le altre ipotesi fantascientifiche una presa in giro a
una tifoseria che non merita tutto ciò. Chiediamo, pretendiamo, con
forza, una soluzione, una deroga, una idea, chiamatela come volete:
aumentate la capienza per Domenica 26 Novembre. Perché Pisa possa vivere
il derby come merita, e perché chi si riempie la bocca costantemente di
termini come sicurezza e ordine pubblico, non perda in un sol colpo
ogni credibilità per colpa della burocrazia e della mancanza di
coraggio.
I Gruppi della Curva Nord Maurizio Alberti
I Gruppi della Curva Nord Maurizio Alberti
10 novembre 2017
Genoa: comunicato della tifoseria
Dopo mesi di sostegno incondizionato, oltre una
serie di risultati mortificanti, il terzo derby consecutivo perso ed una
classifica imbarazzante, riteniamo ora doveroso far sentire ferma la
nostra voce e puntualizzare quanto segue.
E’ chiaro ed insindacabile che il primo responsabile dello stato attuale delle cose sia Preziosi, per il quale continuiamo ad auspicare un futuro lontano dal Genoa.
Su questo, crediamo che nessun Genoano dotato di buon senso possa pensare diversamente.
Vogliamo però dire che questo non può e non deve diventare un alibi per chi indossa la maglia del Genoa. I risultati si ottengono quando, oltrechè buoni giocatori, si è – ancor prima – professionisti seri. Diego Milito e Marco Rossi ( giusto per citare due uomini che, nel recente passato, hanno fatto la storia del Genoa) alle 21:30 erano a casa. Non se ne andavano allegramente a trascorrere le loro serate festaiole all’ “Estoril” o al “Mako”, piuttosto che da “Gigino” o da “Capricci”, fino a notte inoltrata, magari anche dopo prestazioni “trionfali” come quelle di Ferrara o del Derby.
Noi questo non lo accettiamo e non lo permetteremo più.
D’ora in poi pretendiamo rispetto da parte loro. Rispetto per tutti i tifosi che, ben oltre il novantesimo di sabato scorso, come per tutto il campionato hanno incitato con passione la squadra, dando una lezione di come si possano amare incondizionatamente due colori, senza se e senza ma.
A mister Ballardini diamo il bentornato e ci rimettiamo a sua disposizione, cosi come a quella del direttore generale Perinetti, per vigilare sul comportamento professionale dei calciatori.
Tutti insieme dobbiamo salvare il Genoa. Perché questo è il primo ed imprescindibile passo per un futuro migliore e senza Preziosi.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte e vogliamo essere certi che tutti lo siano e soprattutto che abbiano capito.
CHI VUOLE NAVIGARE FINCHE’ NON SIA PASSATO OGNI PERICOLO, NON DEVE MAI PRENDERE IL MARE.
Nessuno dimentichi che noi siamo i Genoani, da voi vogliamo sudore e sangue: ONORATE LA MAGLIA!!
ULTRA’ GENOA C.F.C. 1893
E’ chiaro ed insindacabile che il primo responsabile dello stato attuale delle cose sia Preziosi, per il quale continuiamo ad auspicare un futuro lontano dal Genoa.
Su questo, crediamo che nessun Genoano dotato di buon senso possa pensare diversamente.
Vogliamo però dire che questo non può e non deve diventare un alibi per chi indossa la maglia del Genoa. I risultati si ottengono quando, oltrechè buoni giocatori, si è – ancor prima – professionisti seri. Diego Milito e Marco Rossi ( giusto per citare due uomini che, nel recente passato, hanno fatto la storia del Genoa) alle 21:30 erano a casa. Non se ne andavano allegramente a trascorrere le loro serate festaiole all’ “Estoril” o al “Mako”, piuttosto che da “Gigino” o da “Capricci”, fino a notte inoltrata, magari anche dopo prestazioni “trionfali” come quelle di Ferrara o del Derby.
Noi questo non lo accettiamo e non lo permetteremo più.
D’ora in poi pretendiamo rispetto da parte loro. Rispetto per tutti i tifosi che, ben oltre il novantesimo di sabato scorso, come per tutto il campionato hanno incitato con passione la squadra, dando una lezione di come si possano amare incondizionatamente due colori, senza se e senza ma.
A mister Ballardini diamo il bentornato e ci rimettiamo a sua disposizione, cosi come a quella del direttore generale Perinetti, per vigilare sul comportamento professionale dei calciatori.
Tutti insieme dobbiamo salvare il Genoa. Perché questo è il primo ed imprescindibile passo per un futuro migliore e senza Preziosi.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte e vogliamo essere certi che tutti lo siano e soprattutto che abbiano capito.
CHI VUOLE NAVIGARE FINCHE’ NON SIA PASSATO OGNI PERICOLO, NON DEVE MAI PRENDERE IL MARE.
Nessuno dimentichi che noi siamo i Genoani, da voi vogliamo sudore e sangue: ONORATE LA MAGLIA!!
ULTRA’ GENOA C.F.C. 1893
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