⚠️ Abbiamo deciso di abilitare i commenti su tutti i post del Blog, senza alcuna forma di censura. ⚠️

Cerca nel blog

Main Sponsor :

14 agosto 2015

Pisa: duro comunicato degli ultras

La situazione del Pisa Calcio sembrava essere vicino ad una svolta dopo l’annuncio della cessione delle quote della famiglia Battini ad una cordata di imprenditori. A quanto pare però non v’era nulla di concreto ed infatti l’assessore Salvatore Sanzo con un video su Facebook ha annunciato di aver contattato il patron dei toscani il quale ha smentito qualsiasi tipo di cessione. Solo trattative ancora in essere ma non si intravede all’orizzonte un concreto passaggio di quote.
Ecco allora che gli ultras, di fronte a poca chiarezza, hanno divulgato un comunicato stampa annunciando che si muoverrano in prima persona iniziando con un assemblea pubblica almeno per capire qual’è la situazione debitoria della società:

“ORA BASTA: Lunedi assemblea pubblica! In questi giorni si sono susseguite mille voci: da un Pisa già venduto a conti che non tornano a nuove e vecchie cordate.Tutte voci, ma niente di fatto…. e il punto cruciale dei conti MAI chiarito!. Perfino al Comitato vecchio cuore neroazzurro (..di fatto coproprietario dell ‘Ac Pisa all’un per cento) non è stata concessa la visione di questi famosi conti, per noi vero punto cruciale dello stallo di queste trattative!.
Noi come Curva, come sapete, facciamo parte del Comitato il quale ha un “gradimento” da firmare e una prelazione a cui rinunciare davanti ad un eventuale cessione. E se davanti a certi acquirenti seri non avremo problemi a firmare la rinuncia alla prelazione… davanti ad acquirenti meno seri i problemi chiaramente ci sarebbero allungando cosi  inevitabilmente i tempi per la cessione.
Tutti questi punti abbiamo la volontà di discuterne pubblicamente con l’intera tifoseria, con l’assessore allo sport Sanzo e con presidente del comitato Bottone che spiegherà come funziona realmente la prelazione.

Invitiamo già da ora a partecipare numerosi…..!”

6 agosto 2015

Comunicato degli Ultras Brescia in merito ai festeggiamenti per il ripescaggio in Serie B

Di seguito il comunicato degli Ultras Brescia:
Poche parole ma chiare: se, come sembra, oggi ufficializzeranno il ripescaggio del Brescia Calcio in serie B, noi non festeggeremo.
Diciamo questo non tanto per dimostrare senz’ombra di dubbio una sorta di Mentalità, di condotta, di romanticismo e di coerenza che -nonostante tutto- sono duri a morire, almeno dalle nostre parti, e nemmeno per rovinare la festa a chicchessia.
Semplicemente, vogliamo che le nostre posizioni siano evidenti; non vogliamo infatti essere fraintesi o -peggio ancora- strumentalizzati da qualche giornalista servile a cui potrebbero tornare utili un certo tipo di “immagini” o di messaggi.
Detto ciò, è giusto però ammettere che non siamo degli ipocriti.
Per questo non faremo una battaglia contro la decisione della FIGC di ripescare il Brescia Calcio, e questo nonostante i vertici del football italiano (non dimentichiamolo!) stiano facendo unicamente i propri interessi, ovvero quelli delle grandi società.
E sebbene questa volta gli interessi dei “padroni” del calcio coincidano con quelli di Sagramola & C., ricordiamoci che anche in questo caso il Brescia è stato considerato  una mera pedina del sistema (proprio come in passato, quando siamo stati più volte penalizzati).
Avremmo preferito perciò riconquistarci sul campo il posto che ci spetta per storia, per tradizioni e per fedeltà.
Fra l’altro, non abbiamo mai visto la Lega Pro come una punizione infernale, bensì come un’occasione epocale, e questo per tanti motivi che oggi vi risparmiamo proprio per non essere fraintesi/strumentalizzati.

Avanti Brescia! Avanti Ultras!   
Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

3 agosto 2015

Torino-Juventus, e' gia' derby di comunicati

Botta e risposta tra le due società torinesi, dopo la sentenza della Corte Sportiva d'Appello che ha ridotto, ma non annullata, la squalifica della curva bianconera.
Il fatto.
Il 26 aprile 2015 durante il derby Torino-Juventus, valido per la 13° giornata di ritorno del campionato di Serie A 2014-15 vinto dai padroni di casa per 2-1, dal settore riservato ai tifosi della Juventus, venne lanciata una bomba carta. L'ordigno esplose tra i tifosi del Torino causando il ferimento di nove supporters granata.

Gli arresti.
In seguito alle indagini della Digos e ai filmati ripresi dalle telecamere a circuito chiuso dello stadio Olimpico di Torino, vennero arrestate cinque persone, tra le quali anche l'esecutore materiale del lancio dell'ordigno.

La sentenza sportiva.
Grazie ai filmati delle telecamere interne allo stadio, fu possibile appurare con certezza che l'ordigno venne lanciato dal settore dei tifosi bianconeri. Pertanto il settore Curva Sud dello Juventus Stadium, venne squalificato per due giornate. 

La sentenza della Corte Sportiva d'Appello.
Il club bianconero, non ritenendo possibile riconoscere con certezza il settore dello stadio frequentato dal tifoso arrestato, ha inoltrato ricorso alla Corte d'Appello Sportiva. Ricorso parzialmente accolto, perchè la squalifica è stata ridotta da due a una sola giornata. In seguito a questa sentenza, la Juventus dovrà giocare la prima partita in casa (contro l'Udinese n.d.r.) con il settore Curva Sud senza tifosi.

Il comunicato della Juventus.
"L’odierna decisione della Corte d’Appello della FIGC desta molta perplessità dal momento che l’autore materiale del reato è stato individuato ed arrestato. Tale individuazione ha permesso di dimostrare che il soggetto si trovava all’interno dello Stadio Olimpico di Torino, in evento organizzato da altra società, privo di biglietto e il suo nome non compare sulla lista degli juventini presenti nel settore ospiti, che era già sottoposto a Daspo e che non risulta tra gli abbonati della Juventus. Non è chiaro, pertanto, come la società possa essere ritenuta responsabile, ancorché oggettivamente, dei suoi comportamenti. La Juventus e i suoi tifosi non devono pagare il prezzo delle lacune ed inefficienze altrui“.

La risposta del Torino.
"L’odierna nota della Juventus desta molte perplessità e sconcerta perché l’autore materiale del reato è stato individuato e arrestato. Le sue generalità sono note alle Forze dell’Ordine, così come la sua fede juventina: del resto si trovava nel settore ospiti, esattamente dove - grazie alla puntigliosa ricostruzione degli inquirenti - è stata lanciata la bomba carta poi esplosa in curva Primavera, tra i tifosi del Torino. Il soggetto, essendo già sottoposto a D.A.Spo, non poteva evidentemente figurare tra gli abbonati della Juventus, né comparire sulla lista degli juventini presenti nel settore ospiti: però era lì e le immagini lo hanno dimostrato. Varrà la pena ricordare quale fu il commento a caldo dal Ministero degli Interni, a rimarcare l’assoluta gravità di quel gesto: «Buttare una bomba carta in una curva di uno stadio è un atto eversivo, oltre che premeditato». E undici tifosi del Torino, colpiti da quell’ordigno, ne hanno patito le conseguenze. Crediamo che la Juventus debba accettare il giudizio degli organi competenti: è un atto di civiltà. Le sentenze vanno rispettate e non commentate.
IL TORINO FOOTBALL CLUB.

Ancora una volta una decisione salomonica delle istituzioni sportive, che non ha voluto scontentare nessuno ma che ha alimentato delle polemiche tra due club. Polemiche che di certo non fanno bene al calcio italiano. Il derby dei comunicati tra Juventus e Torino, si va ad aggiungere agli incidenti prima dell'amichevole Bologna-Spezia e all'amichevole Udinese-Galatasaray sospesa per intemperanze dei tifosi turchi. Segnali preoccupanti che non andrebbero trascurati in vista della stagione che sta per prendere il via.
 

29 luglio 2015

Comunicato della Curva Nord: "Abbiamo scelto di non andare a Shanghai..."

Ancora 10 giorni alla finalissima di Shanghai tra Juventus e Lazio. In palio la Supercoppa Italiana, primo trofeo della stagione 2015/2016. Un evento a cui però non parteciperà la Curva Nord, l'ala più calorosa del pubblico biancoceleste. Nel seguente comunicato, letto attraverso le frequenze di Elleradio, le motivazioni della scelta:
"11.637. Questi i chilometri che l’8 agosto ci divideranno dallo Shanghai Stadium, dove la nostra Lazio si giocherà la Supercoppa Italiana contro la Juventus. Gli ultras della Lazio hanno scelto di non esserci, una scelta presa a malincuore, ma vista come unica opzione possibile. In un periodo storico come questo è impensabile credere che migliaia di tifosi volino dall’altra parte del mondo per una partita di calcio. Per una finale di coppa nazionale, la scelta della sede dove verrà disputata è stata dettata dai soliti interessi a cui ormai siamo abituati e a cui non vogliamo sottometterci in alcun modo. Rimaniamo ancora legati ad un’idea di calcio differente, che veda il tifoso esser ricoperto dalle attenzioni che merita. Non abbiamo bisogno di dare dimostrazioni a nessuno, se non fare scelte dettate dall’amore verso i nostri colori, che sosteniamo fieri oltre ogni tipo di avversità e iniziativa di repressione”.

20 luglio 2015

Comunicato Curva A: "Niente Dimaro, difendiamo l'onore di Napoli"

L’entusiasmo generale di Dimaro, con migliaia di tifosi che ogni giorno manifestano affetto nei confronti di squadra e società, è stato rotto qualche giorno fa da un gruppo di sostenitori azzurri che hanno cantato cori contro il presidente Aurelio De Laurentiis.
Voci dissonanti, con un messaggio inequivocabile per il patron: “Non ci piace come stai gestendo il Napoli”. In molti hanno identificato in quel gruppo di tifosi, come quelli organizzati in Curva A. Gli ultras, però, non ci stanno e hanno diffuso un comunicato che in basso riportiamo:

Per l’ennesima volta, siamo stati tirati in ballo da media incompetenti e approssimativi, però, a differenza delle altre occasioni, ci sentiamo in dovere di chiarire, di nostro pugno, la questione.
Ci teniamo a farlo, poiché vediamo intaccata la nostra Mentalità, ciò che abbiamo di più caro.
La Curva “A” non va in ritiro a recapitare messaggi alla Squadra o alla Società, non ha bisogno di farlo in maniera plateale e rumorosa, lo fa sobriamente e direttamente.
I nostri palcoscenici sono ben altri, sono le gradinate…quelle dove solo i “Veri” sono pronti ad esserci ad ogni costo…Trebisonda, Mosca, Kiev…tanto per citare le ultime e più ostiche…dove eravamo la quasi totalità delle presenze, dove abbiamo difeso ed elevato l’Onore della Napoli Ultras…che è l’unica cosa che conta veramente per Noi.
Concludiamo ricordando, qualora qualcuno l’avesse dimenticato, che gli Ultras vivono in Curva, negli altri settori ci sono solo semplici tifosi…tanto più al San Paolo.

CURVA “A”…la Differenza

15 luglio 2015

Turris, l'ira di Aggregazione Ultras in un comunicato

"Preferiamo stare senza calcio, ma avere una dignità". Tramite un lungo comunicato il gruppo Aggregazione Ultras di Torre del Greco rompe il silenzio sulla vicenda iscrizione. Ovviamente non sono mancate le critiche al presidente Giugliano, sparito da Facebook dopo che per mesi si è dilettato ad aizzare la piazza con post sul grande avvenire del club corallino. Ma ad essere colpito in maniera implicità è l'ex presidente Rosario Gaglione. I componenti di Aggregazione Ultras si sentono parte di un grande bluff da parte della società e adesso vogliono chiarezza. Di seguito il comunicato integrale diramato in serata.

... ENNESIMO BLUFF!
Ancora una volta ci ritroviamo a vivere un’estate di passione.
Mentre noi festeggiavamo la vittoria del campionato e l’acquisizione del nostro glorioso marchio, dietro le quinte, i soliti avvoltoi complottavano ancora una volta al fine di rimettere i loro artigli sulla nostra Turris.
Dopo le dimissioni di Vitaglione prima e Giugliano poi , portati all’esasperazione dal mancato appoggio di sponsor e istituzioni, ci siamo attivati in prima persona a trovare potenziali “interessati” a rilevare il titolo.
Approfondendo la questione, ci siamo ritrovati a scoprire l’ennesimo bluff tramato dai soliti tristi personaggi che al fine di raggiungere il loro scopo avevano proposto nomi e sponsor locali e non.
Visto che con certi lucratori abbiamo (purtroppo) già avuto a che fare, riteniamo inaccettabile l’inizio di uno squallido teatrino fatto di interessi e protagonismi sulle spalle della maglia corallina.
Il nostro pensiero è quello di non ridiventare ostaggio di questo scenario architettato da mesi, preferendo a tutto ciò il restare senza calcio, conservando ancora una volta la nostra DIGNITA’!!!
GIU’ LE MANI DALLA TURRIS!!!
Aggregazione Ultras Torre del Greco

3 luglio 2015

Comunicato Curva Sud VeneziaMestre

SOCIETA’ SPORTIVE E PARTECIPAZIONE ULTRAS
Sabato 4 luglio durante la 4^ edizione di “Curva Sud in Festa” si terrà un dibattito sul tema della cosiddetta “Public Company” e della partecipazione, diretta od indiretta, dei tifosi all’interno delle società sportive.
Le prime iniziative di questo tipo sono sorte già una decina di anni fa ma nell’ultimo periodo i consensi sono in rapida crescita ed i casi di presenza attiva delle tifoserie all’interno delle società sono sempre maggiori, anche e soprattutto come risposta ai continui rischi di depauperamento di storia e tradizioni che rappresenta il calcio moderno.
Saranno ospiti e relatori:
– Avv. Giovanni Adami, riconosciuto legale che da anni si batte per la causa
Ultras;
– Una rappresentanza di tifosi ( nonché proprietari ) dell’ Austria Salzburg che nel 2005 con una vera Public Company sono ripartiti dallo scalino più basso del calcio Austriaco fino ad arrivare all’equivalente della nostra Serie B;
– Una rappresentanza degli Ultras Padovani assieme a Marco Bergamin, figlio del presidente biancoscudato con cui la scorsa estate hanno collaborato per rifondare il Calcio Padova dopo il fallimento;
– Una rappresentanza degli Ultras Triestini che all’asta fallimentare hanno acquistato il simbolo storico dell’Alabarda divenendo così padroni della loro storia.

L’appuntamento è presso Impianti Sportivi di Favaro Veneto con inizio della manifestazione ad ingresso libero alle ore 15.00 ed inizio del dibattito durante la cena alle ore 19.30 circa.

29 giugno 2015

Basket - Fossa dei Leoni: il comunicato sulla questione Federico Lestini

Questo il Comunicato della Fossa dei Leoni sulla questione Federico Lestini che potrebbe essere firmato dalla Fortitudo.
Il fatto di scrivere un comunicato che non riguardi la promozione ottenuta a Forlì dalla Foritudo è una occasione persa per continuare a godere insieme del grande risultato ottenuto dopo anni di sofferenze. Ma questa è solo l'ennesima dimostrazione che la tranquillità da queste parti non è di casa.
Scrivere queste righe per parlare addirittura di Federico Lestini ci pare invece grottesco!
Tutta la tifoseria fortitudina ha già espresso il proprio parere sull'eventuale suo tesseramento: chi sul web, chi direttamente all'interessato e chi alle persone che dovranno decidere in merito.

Il parere è unanime e FOSSA lo ribadisce solamente: Lestini non deve indossare la divisa della Fortitudo!
Teniamo a chiarire che i diversi modi di esprimere il dissenso fanno parte dell'essere tifoso e in quanto tali vanno accettati. Noi come FOSSA dei LEONI 1970 abbiamo i nostri e, come noi rispettiamo gli altri, esigiamo che lo stesso trattamento venga riservato a noi.
Non dobbiamo spiegazioni sulle nostre modalità di agire, anche, e soprattutto dopo il lavoro e i risultati ottenuti negli ultimi 5 anni!

Detto questo, precisiamo che non c'e mai stato e mai ci sarà un incontro chiarificatore o di riappacificazione tra membri della FdL1970 e Federico Lestini.
Questo signore con i suoi atteggiamenti ha offeso tutta la tifoseria e a tutta la tifoseria deve delle scuse, non delle spiegazioni come ha tentato di fare. Prendiamo atto dello sforzo di provare a imbastire una conferenza stampa e metterci la faccia ma per noi le cose non cambiano. La, pessima, valutazione della persona quella era e quella rimane.

Chiariamo subito un'altra cosa: noi non faremo le barricate contro Federico Lestini. Abbiamo superato avversità e personaggi peggiori ultimamente! Si è già sprecato troppo tempo e troppe energie che questo mezzo uomo non merita. Spegniamo i riflettori attorno a questa persona. Chi deve decidere delle sue sorti non siamo noi. Noi dobbiamo fare i tifosi. Ve lo ricordate? Ci è stato detto tante volte di tornare al nostro ruolo. Bene. Facciamo i tifosi allora. Sono altri che dovranno decidere e ora (solo ora?) sanno che portare in P.zza Azzarita questo signore sarebbe una scelta impopolare a 360°.
Sarà una scommessa? Le scommesse si vincono e si perdono. Prego fate il vostro gioco a questo punto.
Fosse per noi, il suo nome non sarebbe nemmeno dovuto essere accostato a quello della Fortitudo. Per vestire questa maglia ci vogliono cuore, palle e cervello tutti insieme. Bisogna dimostrare di essere uomini perché la Fortitudo non è un posto per tutti.

Questo comunicato Federico Lestini se lo può appendere sopra il letto e usarlo come fattore motivazionale per migliorare sotto questo punto di vista. Non scherziamo.
 

Post più recente

Al Maradona uno striscione per Giulia Tramontano

Nel cuore della festa scudetto del Napoli, allo stadio Maradona, tra i numerosi striscioni esposti dai tifosi, uno si distingue per ricordar...